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lunedì 25 febbraio 2008



Chiudi gli occhi e guarda dentro,
con lo stesso sguardo assente,
senza cercare nulla.
I pensieri fluiscono, ma tu li cerchi e non li osservi:
ti limiti a guardare.
Se vengono, va bene; se non vengono, va bene ugualmente.
Allora sei in grado di cogliere gli intervalli: un pensiero se ne va, un altro e' in arrivo, e, fra uno e l'atro, un intervallo.
Poi vedrai che a poco a poco, il pensiero diviene trasparente:
allora, anche mentre un pensiero sta passando di fronte a te,
continui a essere cosciente dell' intervallo;
continui a vedere il cielo che si nasconde dietro la nuvo
la.
(Osho)

martedì 5 febbraio 2008




Alla fine scoprirai che le cose più leggere
son le uniche che il vento non è riuscito a portar via
un ritornello antico
una carezza al momento giusto
lo sfogliare un libro di poesie
l'odore stesso che aveva un giorno il vento.

(Mario Quintana)

mercoledì 10 ottobre 2007

Per il mio cuore basta il tuo petto


Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino al cielo
ciò che stava sopito sulla tua anima.
E' in te l'illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada sulle corolle.
Scavi l'orizzonte con la tua assenza.
Eternamente in fuga come l'onda.
Ho detto che cantavi nel vento come i pini
e come gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.
Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sento svegliato e a volte migrano
e fuggono gli uccelli che dormivano nella tua anima.


(P.Neruda)

sabato 6 ottobre 2007



Girerò per le strade finché non sarò stanca morta
saprò vivere sola e fissare negli occhi
ogni volto che passa e restare sempre la stessa.
Questo fresco che sale a cercarmi le vene
è un risveglio che mai nel mattino ho provato
così vero: soltanto, mi sento più forte
che il mio corpo, e un tremore più feddo
accompagna il mattino.
Son lontani i mattini che avevo vent'anni.
E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,
ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo.
Da domani la gente riprende a vedermi
e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi
e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo,
ero giovane e non lo sapevo,
e nemmeno sapevo
di essere io che passavo-una donna, padrona
di se stessa. La magra bambina che fui
si è svegliata da un pianto non fosse mai stato.
E desidero solo colori. I colori non piangono,
sono come un risveglio: domani i colori
torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,
ogni corpo un colore-perfino i bambini.
Questo corpo vestito di rosso leggero
dopo tanto pallore riavrà la sua vita.
Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi e
saprò d'esser io: gettando un'occhiata,

mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino,
uscirò per le strade cercando i colori.

(di Cesare Pavese)

venerdì 31 agosto 2007

il vento dentro


Io...
sento che devo uscire,
diventare vento,
ostinato,
e soffiare
per pulire il mio cielo
dalle nuvole di piombo
che lo turbano.

Abbattere gli alberi morti
che popolano il mio bosco interiore
e far cadere le foglie secche
nell'autunno della mia vita.

Soffiare caparbio
negli spazi nascosti
nei sentieri dell'anima,
senza mai lasciare
che la polvere si depositi
sulla mia felicità
seppelendola.


( Massimo Zanetti da Il Vento dentro)

giovedì 12 luglio 2007


La sera, come tutte le sere, venne la sera. Non c'è niente da fare: quella è una cosa che non guarda in faccia a nessuno. Succede e basta.
Non importa che razza di giorno arriva a spegnere.
Magari era stato un giorno eccezionale, ma non cambia nulla.
Arriva e lo spegne.
Amen.
(A.Baricco)

giovedì 21 giugno 2007



"T'amo senza sapere come,
né quando né da dove,
t'amo direttamente senza problemi ne' orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti che così,
in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno."
(P.Neruda)

lunedì 18 giugno 2007


Non sto pensando a niente
Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale,
che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l'aria notturna,
fresca in confronto all'estate calda del giorno.
Che bello, non sto pensando a niente!
Non pensare a niente è avere l'anima propria e intera.
Non pensare a niente è vivere intimamente il flusso e riflusso della vita...
Non sto pensando a niente.
E' come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti, non sto pensando a niente,
ma proprio a niente, a niente...-

(Fernando Pessoa)

venerdì 1 giugno 2007

Una mano sulla porta


Leggendo questa poesia ho pensato a mio figlio a quando se ne sta rinchiuso in camera sua col il suo p.c., con le sue cose da fare, insomma nel suo mondo. Succede anche a me di aprire la sua porta, di sorridergli e chiedergli se và tutto bene. Qualche volta noto in lui un certo fastidio nell’essere disturbato ma non me ne preoccupo perché il mio bisogno è saperlo vicino e sono sicura che anche a lui fa piacere, in fondo!
Abbiamo tutti bisogno di qualcuno anche solo per un sorriso……per essere sorretti.

"Una mano sulla porta"

Quando sto zitto arriva mia madre.
Sta sola mia madre nella stanza di là.
E io solo e zitto nella stanza di qua.
Mia madre si alza e arriva di quando in quando.
Con una mano sulla porta cerca di leggere il mio cuore:
io zitto mi lascio leggere.
Intanto mi nascono affetti e le sorrido:
"Che sei venuta a fare?".
Ma so bene perché viene da me.
Dopo aver scambiato con me due,tre parole, mia madre se ne và.
E io penso a tutti gli uomini:
noi viviamo sostenendoci l'un l'altro.
E' come reggersi colle mani sulle spalle di chi è accanto.
Si ha bisogno perfino delle persone che danno fastidio.
Chi sa se mia madre non pensa a questo
quando viene e mi guarda con la mano appoggiata sulla porta?

poesia dal Giappone (K.Nakagawa)

martedì 29 maggio 2007



Tra voi vi sono quelli che cercano uomini loquaci per timore di restare soli.
Il silenzio della solitudine mette a nudo il loro essere, ed essi vorrebbero fuggirlo.
E vi sono quelli che, senza consapevolezza o prudenza, parlano di verità che non comprendono.
E quelli invece che hanno dentro di sé la verità, ma non la esprimono in parole.
Nel loro petto lo spirito dimora in armonico silenzio.




K. Gibran

mercoledì 23 maggio 2007

il paradosso della nostra epoca



Il paradosso della nostra epoca storica è che abbiamo edifici più alti ma temperamenti più corti, strade più larghe ma punti di vista più ristretti. Spendiamo di più, ma abbiamo di meno; compriamo di più, ma gustiamo di meno. Abbiamo case più grandi ma famiglie piccole, più comodità, ma meno tempo; abbiamo più lauree e poco buon senso. Abbiamo più conoscenze, ma meno criterio; più specialisti, ma ancora più problemi, più medicine, ma meno benessere. Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo troppo incautamente, ridiamo troppo poco, guidiamo in maniera spericolata, ci arrabbiamo troppo, rimaniamo alzati fino a tardi, ci svegliamo troppostanchi, leggiamo troppo poco, guardiamo troppo la TV e preghiamo raramente. Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori. Parliamo troppo, amiamo troppo poco, e odiamo troppo spesso. Abbiamo imparato a condurre un'esistenza, non una vita, abbiamo aggiunto anni alla vita, non vita agli anni. Abbiamo raggiunto la luna e ne siamo tornati, ma abbiamo problemi ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino.
Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non quello interiore. Abbiamo fatto cose più eclatanti, ma non cose migliori. Abbiamo pulito l'aria, ma inquinato l'anima. Abbiamo conquistato l'atomo, ma non il nostro pregiudizio. Scriviamo di più, ma impariamo di meno. Progettiamo di più, ma completiamo di meno. Abbiamo imparato ad affrettarci, ma non ad aspettare. Costruiamo più computer per contenere più informazioni e produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno. Questi sono i tempi dei fast food e della digestione lenta; grandi uomini con deboli caratteri; profitti esorbitanti e relazioni poco profonde. Questi sono i giorni in cui nelle case entrano due stipendi, ma aumentano i divorzi. (...)

(...) Ricordati di passare un po' di tempo con i tuoi cari, perché non ci saranno per sempre. Ricordati di dare un caloroso abbraccio a chi ti sta accanto, perché è l'unico tesoro che puoi dare con il tuo cuore e non costa un centesimo. Ricordati di dire "Ti Amo" al tuo partner e ai tuoi cari, ma soprattutto sentilo. Un bacio e un abbraccio sanano una ferita se provengono dal profondo del cuore. Ricordati di stringere le mani e conservare nell'anima ogni istante, perché un giorno quella persona non sarà lì ancora. Dai tempo all'Amore, dai tempo al parlare, dai tempo al condividere i preziosi pensieri che nutri nella tua mente.

Dr. Moorehead

sabato 19 maggio 2007


Spesso rimandiamo a domani quello che possiamo fare oggi, per pigrizia, per timore o semplicemente perchè manca la voglia. E se domani per qualche svariato motivo non potremmo farlo? Allora forse perderemmo un'occasione importante che probabilmente non ci capiterà un'altra volta...domani è un'incognita...la vita è oggi è adesso!


L´esistenza è un´occasione, esistere è l´occasione! Non dire: "Domani farò, domani amerò, domani avrò un rapporto festoso con l´esistenza".Perché domani? Il domani non arriva mai. Perché non ora? Perché rinviare? Rinviare è un trucco della mente; ti mantiene nella speranza, e nel frattempo l´opportunità sfuma.


OSHO

sabato 12 maggio 2007



Il caos non è all’esterno, l’esterno è un cosmo, mentre all’interno esiste un caos.

Ed è a causa del caos interiore che le persone non guardano dentro di sé.

Hanno paura, sono terrorizzate e non osano guardare dentro di sé.

Si tengono occupate in tutti i modi, in modo tale

che non rimanga tempo utile per guardare all’interno,

né spazio per farlo.

(OSHO)

domenica 29 aprile 2007

cammino verso l'infinito

Non avere paura del mio silenzio
non ti voglio mai rinchiudere
in una gabbia di parole
ma incontrarti ogni volta come per caso
e fare un po' di strada insieme
per condividere un sorso di vita
con chi ha la borraccia più piena
e magari sederci sotto un albero
ai bordi di quella che chiamano realtà
sul nostro cammino verso l'Infinito.

(Nicholas Bawtree)

domenica 22 aprile 2007

Se tracci..

Se tracci col gesso una riga sul pavimento,
è altrettanto difficile camminarci sopra che
avanzare sulla più sottile delle funi.
Eppure chiunque ci riesce tranquillamente
perché non è pericoloso. Se fai finta che la
fune non è altro che un disegno fatto col
gesso e l’aria intorno è il pavimento,
riesci a procedere sicuro su tutte le funi del
mondo. Ciò che conta è tutto dentro di noi;
da fuori nessuno ci può aiutare.
Non essere in guerra con se stessi,
vivere d’amore e d’accordo con se stessi:
allora tutto diventa possibile.
Non solo camminare su una fune,
ma anche volare.
(Hermann Hesse)

giovedì 19 aprile 2007

La forza del seme



Osho "La forza del seme"

Ricorda, dove c´è volontà c´è vita
e dove non c´è volontà
non c´è vita alcuna.

La volontà del seme diviene il suo potere,
e con questo potere le sue piccole radici
germogliano, finche´un giorno
spezzano quella roccia

Amare è....



Amare una persona è... - Omar Falworth

Averla senza possederla.
Dare il meglio di sé senza pensare di ricevere.
Voler stare spesso con lei, ma senza essere
mossi dal bisogno di alleviare la propria solitudine.
Temere di perderla,ma senza essere gelosi.
Aver bisogno di lei,ma senza dipendere.
Aiutarla, ma senza aspettarsi gratitudine.
Essere legati a lei,pur essendo liberi.
Essere un tutt'uno con lei,pur essendo se stessi.
Ma per riuscire in tutto ciò, la cosa più importante
da fare è...accettarla così com'è,
senza pretendere che sia come si vorrebbe.

lunedì 9 aprile 2007

piccola onda


E' la storia di una piccola onda, che danza sull'oceano - su e giù , su e giù - divertendosi un mondo. Si gode il vento e l'aria pura, fino a che non s'accorge che le altre onde davanti a lei s'infrangono sulla riva.
"Oh, mio Dio, ma è terribile, esclama, guarda cosa sta per capitarmi!"
"In quel mentre sopraggiunge un'altra onda e notando quanto sia rabbuiata le chiede: Come mai sei così triste? "E la prima risponde: Ma non capisci? Stiamo per scomparire tutte! Tutte noi onde finiremo in nulla, non è tremendo?" "E la seconda onda spiega: Sei tu che non capisci. Tu non sei un'onda, sei parte dell'oceano."



dal libro "I miei martedì col professore" di Mitch Alborn